altrestorie – passioni civili e sentimenti sociali

Festa dei lettori e dei libri per ragazzi


IL PROGRAMMA DI ALTRESTORIE 2015

Clicca sui link per vedere il programma degli incontri degli autori

con le CLASSI

e quelli APERTI AL PUBBLICO

Per il programma suddiviso in giornate, clicca QUI

Prenotazioni per le classi da lunedì 5 ottobre
ufficio.scuola@comune.crema.cr.it
(modulo di adesione disponibile sul sito da venerdì 2 ottobre)

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PARTECIPA AL CONCORSO ALTRESTORIE – I MANIFESTI 2015: A che pensi?

A che pensi? tornano i manifesti di altreStorie

Ritorna altreStorie e ritornano i manifesti di altreStorie, il gioco-concorso per le classi della scuola primaria e secondaria di primo grado di Crema e il Cremasco.

Il libro che ci farà da guida per questa edizione è A che pensi?, pensato, scritto e disegnato da Laurent Moreau e pubblicato da Orecchio acerbo.

Troverai qui tutte le informazioni per partecipare al gioco concorso i manifesti di altreStorie: A che pensi?

• leggi la lettera d’invito

• guarda le pagine del libro (in francese, ma sono semplici)

• leggi il testo A che pensi? Istruzioni per l’uso dove troverai le istruzioni dettagliate di tutto ciò che può servire per partecipare al nostro gioco-concorso

• guarda il video-tutorial A che pensi? Guarda il libro!, in cui ti presentiamo il libro

• guarda il video-tutorial A che pensi? Come si fa, per sapere come realizzare il tuo manifesto

I manifesti di altreStorie dovranno essere consegnati all’Ufficio Scuola del comune di Crema dai tuoi insegnanti, entro e non oltre lunedì 12 ottobre (informazioni e appuntamenti: 0373 894207)

Ricorda che sabato 24 ottobre, alle ore 16, presso la Sala Ricevimenti del Palazzo Comunale di Crema, durante l’incontro altreStorie gran finale, Laurent Moreau, l’autore di A che pensi?, premierà i tre autori dei pensieri-manifesti vincitori del nostro gioco-concorso.
altreStorie è un progetto di equilibri per Comune di Crema, in collaborazione con uovonero


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Ti invito al festival: Caro Fabio Geda…

Caro Fabio Geda,

durante l’estate ho letto il tuo libro Nel mare ci sono i coccodrilli e vorrei tanto invitarti al festival altreStorie: ti aspettiamo?

E se non puoi venire… scrivici!

Il tuo libro con una storia semplice e a volte ironica racconta il viaggio interminabile che Enanaiatollah, un ragazzino che ha all’incirca la mia età, ha dovuto affrontare per fuggire dal suo paese, l’Afghanistan e dalla violenza dei Talebani per arrivare fino in Italia in un posto dove finalmente avere la sua età.

Il libro mi è piaciuto molto perché mi ha fatto conoscere meglio  la terribile odissea che oggi molti bambini, ragazzi, donne, anziani e uomini devono affrontare per scappare dai loro paesi in guerra, dalla povertà, dalla fame e dal terrorismo. Ciò che devono sopportare è davvero incredibile: attraversano deserti, montagne, mari in condizioni terribili e quando arrivano magari vengono rispediti nel loro paese, trovano del filo spinato che blocca il loro cammino o addirittura la morte.
Noi siamo così abituati a sentire ogni giorno dal TG notizie sugli  immigrati che arrivano in Europa dalla Siria piuttosto che dalla Nigeria che non ci facciamo più caso, siamo diventati quasi indifferenti, per noi sono solo delle cifre 20.000, 700.000…
Il tuo libro mi ha fatto capire che le vittime di queste barbarie sono persone come noi, ragazzi come me che purtroppo hanno avuto la sfortuna di nascere in un Paese povero o dove c’è una guerra o dove lo Stato Islamico o i Talebani li perseguitano. Hanno solo bisogno di trovare un rifugio e di essere accolti per poter condurre una vita normale: andare a scuola, giocare, divertirsi e trovare un po’ di serenità.
Ti confesso che quando Enaiatollah ha capito che in Italia stava davvero bene e cerca di rintracciare la madre e il resto della famiglia mi sono anche un po’ emozionato.
Mi auguro che il tuo libro venga letto molto e che faccia cambiare idea a coloro che a volte senti dire “Non possiamo aiutarli tutti, sono troppi; che tornino al loro Paese!” . Anche per me a volte è difficile capire e comprendere  che queste persone sono esseri umani come noi che desiderano una vita migliore ai quali nessuno dovrebbe sbattere la porta in faccia.


Jacopo Atabey
Classe 3 A, Istituto comprensivo Crema Tre – Scuola secondaria di Primo Grado “ Galmozzi”, Crema


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Ti invito al festival: Cara Viviana Mazza…

Il braccio destro in alto col pugno chiuso, un sorriso stampato in volto e la voce potente che grida : “Amandla”.

Così mi piace immaginare Nelson Mandela: un uomo che è riuscito grazie alla sua audacia e a tanta forza di volontà, a riscrivere la storia. È riuscito ad arrivare al suo obbiettivo: abbattere tutti i muri dell’ apartheid per ottenere la libertà. È un uomo che non si è mai arreso.
Mi piace molto pensare a Rolihlahla come un bambino normale che gioca e si diverte ma che poi, crescendo, diventa un esempio per tutta l’ Africa e per il mondo intero. Così importante che è protagonista di libri e di molte storie di eroi.
Come il libro che ho appena letto: Il bambino Nelson Mandela.

Ora mi presento: mi chiamo Alice Maria Nisi ho 12 anni e frequento la classe 2^D della scuola secondaria Alfredo Galmozzi di Crema in provincia di Cremona.
Volevo dirle che il suo libro mi è piaciuto molto. L’ idea di far raccontare la storia a una nonna che per addormentare i nipoti racconta la vita di Rolihlahla, mi ha davvero incuriosito. Mi divertivo a mettermi nei panni dei bambini che incantati ascoltavano la nonna da questo personaggio che da pastore è diventato una leggenda.
Io sono affascinata da Nelson Mandela perché quando il suo tutore gli ha trovato una moglie, lui non ha lasciato che il reggente decidesse la sua vita ha avuto coraggio ed è scappato.
Ma il suo coraggio non l’ha usato solo in poche occasioni, ma l’ha usato per tutta la vita. Perché decidere di combattere per i propri sapendo che, da un momento all’ altro potresti andare in carcere, è un atto di coraggio che solo pochi sanno fare.
Un’ altra cosa mi ha colpito di Primula Nera: anche se è stato in prigione per 27 anni senza aver commesso nulla di sbagliato, non ha mai perso la speranza. Infatti poi, uscito dal carcere, il suo sogno si è avverato: l’ Africa era ed è tuttora un paese libero.
Anche Winnie (la sua seconda moglie) è un esempio importante perché mentre il marito era sull’auto diretta alla prigione di Robben Island, non ha pianto, non si è arrabbiata, ma gli ha sorriso e gli ha mandato un bacio, perché sapeva che sarebbe tornato migliorando l’intero paese.

Credo che il suo libro sia uno spunto di insegnamento per noi “bambini” perché ci insegna a continuare a credere nei nostri sogni e a non arrenderci.
Come dice lui: “Un vincitore è solo un sognatore che non si è mai arreso”

Come ringraziamento a questo suo libro, la volevo invitare al festival altreStorie di Crema.
La aspetto molto volentieri, con affetto

Alice

Alice Nisi
Classe 2 D, Istituto comprensivo Crema Tre – Scuola secondaria di Primo Grado “ Galmozzi”, Crema