altrestorie – passioni civili e sentimenti sociali

Festa dei lettori e dei libri per ragazzi

Ti invito al festival: Caro Fabio Geda…

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Caro Fabio Geda,

durante l’estate ho letto il tuo libro Nel mare ci sono i coccodrilli e vorrei tanto invitarti al festival altreStorie: ti aspettiamo?

E se non puoi venire… scrivici!

Il tuo libro con una storia semplice e a volte ironica racconta il viaggio interminabile che Enanaiatollah, un ragazzino che ha all’incirca la mia età, ha dovuto affrontare per fuggire dal suo paese, l’Afghanistan e dalla violenza dei Talebani per arrivare fino in Italia in un posto dove finalmente avere la sua età.

Il libro mi è piaciuto molto perché mi ha fatto conoscere meglio  la terribile odissea che oggi molti bambini, ragazzi, donne, anziani e uomini devono affrontare per scappare dai loro paesi in guerra, dalla povertà, dalla fame e dal terrorismo. Ciò che devono sopportare è davvero incredibile: attraversano deserti, montagne, mari in condizioni terribili e quando arrivano magari vengono rispediti nel loro paese, trovano del filo spinato che blocca il loro cammino o addirittura la morte.
Noi siamo così abituati a sentire ogni giorno dal TG notizie sugli  immigrati che arrivano in Europa dalla Siria piuttosto che dalla Nigeria che non ci facciamo più caso, siamo diventati quasi indifferenti, per noi sono solo delle cifre 20.000, 700.000…
Il tuo libro mi ha fatto capire che le vittime di queste barbarie sono persone come noi, ragazzi come me che purtroppo hanno avuto la sfortuna di nascere in un Paese povero o dove c’è una guerra o dove lo Stato Islamico o i Talebani li perseguitano. Hanno solo bisogno di trovare un rifugio e di essere accolti per poter condurre una vita normale: andare a scuola, giocare, divertirsi e trovare un po’ di serenità.
Ti confesso che quando Enaiatollah ha capito che in Italia stava davvero bene e cerca di rintracciare la madre e il resto della famiglia mi sono anche un po’ emozionato.
Mi auguro che il tuo libro venga letto molto e che faccia cambiare idea a coloro che a volte senti dire “Non possiamo aiutarli tutti, sono troppi; che tornino al loro Paese!” . Anche per me a volte è difficile capire e comprendere  che queste persone sono esseri umani come noi che desiderano una vita migliore ai quali nessuno dovrebbe sbattere la porta in faccia.


Jacopo Atabey
Classe 3 A, Istituto comprensivo Crema Tre – Scuola secondaria di Primo Grado “ Galmozzi”, Crema

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